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Aikido

(di Lorenzo Trainelli)

L’AIKIDO è un’arte marziale tradizionale giapponese o più esattamente una Via marziale (Budo) - intendendo con ciò una disciplina spirituale - fondata dal Venerato Maestro Ueshiba Morihei nel periodo tra il 1925 ed il 1940 e resa pubblica soltanto negli anni ‘50.
Ueshiba, considerato uno dei massimi esponenti del Budo di tutti i tempi, elaborò l’Aikido dopo aver studiato profondamente varie scuole di combattimento evolutesi durante il medioevo feudale giapponese e tramandatesi fino all’epoca attuale.
Il risultato è una disciplina dotata di un vastissimo curriculum tecnico - sintesi di antichi stili armati e a mani nude, illuminata da un approccio integrale all'uomo, volta al miglioramento dell'individuo e del mondo, alla ricerca e alla costruzione della pace dentro e fuori di sè.
Il significato del nome Ai-Ki-Do è “Via dell’Armonia dello Spirito”. Definita “meditazione in movimento” ed “esercizio pedagogico per l’adulto”, l’attitudine promossa dall’Arte è caratterizzata dalla ricerca della composizione armoniosa dei conflitti, quando non sia possibile prevenirli.
Nelle forme, all'efficacia si abbina una caratteristica “grazia” nell’esecuzione, insieme ad una ricerca di linee d’azione “non-resistenti” che permettono di immobilizzare o proiettare l’attaccante senza bisogno di ferirlo.
Si tratta di una disciplina che promuove il benessere della persona intesa nel senso più ampio, con una particolare attenzione alla postura, alla mobilità articolare, alla coordinazione psico-motoria, alla capacità di concentrazione, alla percezione di sè e degli altri.


Nell’esecuzione delle tecniche di Aikido l’attenzione, a mano a mano che si progredisce nella pratica, è volta sempre più a minimizzare lo “sforzo” fino ad attingere ad un diverso tipo di “forza” che si manifesta attraverso movimenti naturali, eseguiti in modo decontratto e sereno.

L’energia del movimento deriva dalla capacità di ricondurre i gesti che compongono la tecnica ad un centro che nel corpo umano corrisponde ad un punto posto sotto l’ombelico: il seika tanden. Attorno a questo centro, la tecnica si svolge guidando l’attaccante ad una situazione di controllo (d’im­mo­bi­liz­za­zione a terra o di proiezione) che lo induca a rinunciare alle sue intenzioni aggressive.
Nelle numerosissime tecniche dell’Arte si fa uso della stessa forza dell’attaccante, canalizzata attraverso azioni di squilibrio e di leve articolari ai polsi, ai gomiti, alle spalle,  pur mantenendo la possibilità di impiegare dei colpi (atemi).
La pratica con le armi (spada, bastone, pugnale) si basa sui medesimi principi: in effetti, l’Aikido disarmato non è altro che una scherma a mani nude.
L’Arte preserva un “sapore” tradizionale, anche grazie ad una caratteristica etichetta, intesa sia come forma di rispetto di sè e degli altri, sia come stimolo continuo alla presenza a sè stessi, “qui ed ora”.

La pratica dell’Aikido, tradizionalmente non agonistica, contempla esercizi da soli, a coppie ed in gruppo tra cui:
  • la disciplina respiratoria ed energetica (kokyu);
  • una preparazione mirata in particolare allo scioglimento articolare ed all’acquisizione di una corretta postura;
  • l’arte del cadere (ukemi);
  • lo studio delle tecniche di difesa da prese, colpi e attacchi armati nelle diverse condizioni: in ginocchio e in piedi, da davanti e da dietro, contro uno o più avversari;
  • lo studio delle armi tradizionali: ken (spada), jo (bastone) e tanto (pugnale).


La pratica dell’Aikido è adatta a persone di entrambi i sessi e senza limitazioni d’età. Per i soli bambini (fino ai 12 anni circa) è consigliabile l’iscrizione ad un corso specifico.
La partecipazione al corso è aperta ai praticanti di qualsiasi grado e esperienza.

L’ingresso nella pratica di un neofita è possibile in qualunque momento dell’anno.

Nel dojo (il luogo dove si pratica) i visitatori - praticanti e  non - sono sempre benvenuti.